07 Apr SETTANTA7 TRA I VINCITORI DEL CONCORSO INTERNAZIONALE PER LA NUOVA LINEA 2 DELLA METROPOLITANA DI TORINO
Con stazioni ispirate ai portici torinesi, materiali sostenibili e un’attenzione al contesto urbano, il team guidato da UNS ridisegna il futuro urbano di Torino.
Torino, 31 marzo 2026 – Con la vittoria come parte del team nel concorso per architettura, design e identità visiva della nuova Metro Linea 2, Settanta7, studio di architettura internazionale, consolida e rinnova il proprio legame con Torino, concorrendo alla definizione di un progetto che segna un passaggio chiave verso l’avvio di un nuovo asse metropolitano. La giuria internazionale di esperti, presieduta da Dominique Perrault, architetto e urbanista di fama internazionale, ha premiato il progetto guidato da UNS, con Settanta7, Mijksenaar,
Frigorosso, 3BA e WSP, riconoscendone la profonda eleganza e coerenza, l’elevata cura nelle scelte dei materiali e delle tecnologie utilizzate e la qualità degli spazi interni. “Dopo quasi vent’anni di attività su scala nazionale e internazionale, tornare a Torino con questo progetto rappresenta per noi un passaggio particolarmente significativo. È l’occasione per contribuire alla trasformazione della nostra città con un’architettura identitaria, pensata come spazio pubblico capace di incidere in modo duraturo sul paesaggio urbano e sulla vita quotidiana delle persone”. Afferma Daniele Rangone, CVO e Cofounder di Settanta7. Il concept sviluppato dal raggruppamento nasce da una riflessione sulla natura stessa di Torino, una città che vive di contrasti raffinati, e il suo linguaggio architettonico ne è una delle espressioni più evidenti: gli esterni sono caratterizzati da facciate regolari e geometrie rigorose, ma basta varcare la soglia di un palazzo per scoprire lo sfarzo barocco di affreschi, stucchi dorati e decori minuziosi. Da questa dualità prende forma il progetto della nuova linea metropolitana che interpreta il passaggio dalla sobrietà esterna alla scoperta di ambienti accoglienti e identitari, dove tradizione e contemporaneità dialogano in modo coerente con lo spirito della città.

La proposta progettuale della nuova Metro Linea 2 di Torino approfondisce tre stazioni ipogee e fuori terra: Mole-Giardini, San Giovanni Bosco e Carlo Alberto, tenute insieme da un sistema architettonico unitario, basato sulla reinterpretazione contemporanea dei portici torinesi: la composizione delle pensiline si basa su una serie di cornici strutturali che evolvono dall’archetipo dell’arco a quello del portale, richiamando elementi tipici delle facciate torinesi.
Accanto alla Mole Antonelliana, la stazione di Mole-Giardini è concepita come un nuovo landmark urbano leggero e trasparente, capace di inserirsi armoniosamente in un contesto storico iconico. Le pensiline di accesso e gli spazi interni costruiscono un nodo intermodale che rafforza la mobilità dell’ultimo chilometro, mentre luce e grafica contribuiscono a definire un’identità riconoscibile, ispirata alle ninfee del vicino Giardino di Levante.
La fermata San Giovanni Bosco, lungo il nuovo parco lineare dell’ex Trincerone, si trasforma in un padiglione nel paesaggio: una stazione completamente fuori terra, permeabile e attraversabile, che funziona al tempo stesso come infrastruttura di trasporto e spazio pubblico. L’identità interna della stazione è ulteriormente caratterizzata da un pattern ispirato alla croce, simbolo dell’ospedale che rappresenta il principale polo attrattore dell’area, rafforzando il legame tra architettura, funzione e contesto. Qui il sistema modulare diventa strumento di relazione tra architettura, verde e flussi quotidiani.
Nel cuore del Distretto dei Musei, invece, la stazione Carlo Alberto sotto l’omonima piazza, è destinata a rappresentare la porta d’ingresso al centro storico di Torino. Gli accessi si adattano al tessuto storico e ai portici esistenti, mentre l’atrio ospita una vetrina espositiva centrale che accoglie reperti museali e archeologici emersi durante gli scavi, trasformando il passaggio quotidiano in un’esperienza culturale. Qui sorgerà il Teatro delle Residenze, uno spazio culturale altamente flessibile, progettato per accogliere talk, panel ed eventi performativi. Grazie a un Protocollo d’Intesa tra il commissario straordinario e le Residenze Reali Sabaude, verrà realizzato il collegamento diretto tra la stazione e gli ambienti sotterranei monumentali di Palazzo Carignano, incluso il Teatro delle Residenze nell’ipogeo sotto il cortile, secondo il modello delle “stazioni d’arte” già affermato in contesti come Atene, Roma e Napoli.
Le stazioni della Linea 2 sono concepite come architetture flessibili e modulari, capaci di adattarsi ai diversi contesti urbani e funzionali. Le pensiline, progettate come tipologie espandibili, possono evolversi nel tempo per integrare nuovi servizi e rispondere a esigenze future, contribuendo alla costruzione di una rete in continua trasformazione.

L’identità della linea si esprime anche attraverso il branding e il wayfinding: un sistema grafico coerente e riconoscibile accompagna l’esperienza dell’utente lungo l’intero percorso, integrandosi con l’architettura delle stazioni e con gli elementi di arredo. Colori, tipografie e dispositivi informativi sono studiati per garantire leggibilità immediata, facilitare l’orientamento e rendere intuitivo l’utilizzo della rete. Questo linguaggio visivo contribuisce così a rafforzare la riconoscibilità della linea e l’identità dei luoghi attraversati.
I materiali giocano un ruolo altrettanto centrale nel definire l’identità delle stazioni, combinando tradizione e innovazione per creare un’immagine chiara e riconoscibile. Alluminio, ceramica, terrazzo e pietre locali come porfido e Luserna definiscono un linguaggio architettonico fatto di variazioni cromatiche, materialità e combinazioni che rafforzano il rapporto con la città e i suoi paesaggi. Ogni materiale è stato selezionato per le sue prestazioni in termini di durabilità, resistenza all’usura, facilità di manutenzione e qualità acustiche, caratteristiche fondamentali in un’infrastruttura ad alto flusso come la metropolitana. Al tempo stesso, l’attenzione alla
sostenibilità e alla circolarità guida la scelta verso materiali riciclabili, a basse emissioni e capaci di garantire un ciclo di vita lungo e responsabile. Così, vetro e acciaio richiamano trasparenza e innovazione, mentre ceramica e terrazzo evocano artigianato e tradizione.
“Per la nuova Linea 2 della metro di Torino volevamo creare qualcosa di più di un semplice sistema di trasporto. – Afferma Ben van Berkel, UNS Founder & Principal Architect – L’obiettivo era progettare un nuovo collegamento per tutta la città, capace di mettere in dialogo diretto la storia di Torino con il suo futuro. Un aspetto fondamentale è che questa metropolitana sia davvero pensata come uno
spazio pubblico: aperto, sicuro e accogliente. Le stazioni e gli ingressi ampliano lo spazio urbano, così che in alcuni punti il parco si estende fino alla metro e l’infrastruttura diventa parte dello spazio sociale condiviso della città”.

Con questo progetto, Settanta7 insieme ad UNS e a tutto il raggruppamento vincitore, contribuisce a disegnare una Torino più sostenibile e connessa, trasformando l’architettura in uno strumento concreto di rigenerazione urbana. Un intervento destinato a diventare parte della memoria collettiva della città, segnando un nuovo capitolo per Settanta7, proprio là, a Torino, dove tutto è iniziato.