LA MILANO CHE VERRA’ – GENTLEMAN NOVEMBRE 2014

LA MILANO CHE VERRA’ – GENTLEMAN NOVEMBRE 2014

Lo definiscono sociologo urbano, lui invece parla di sé come di «un antropologo, che è quello che avrei voluto fare se avessi avuto una seconda vita». Così Rem Koolhaas, 70 anni, architetto olandese fondatore, nel 1975, dello studio OMA, che nel 2000 ha vinto il prestigioso premio Pritzker, nel 2008 è stato citato dal Time tra le 100 persone più influenti del mondo e nel 2010 ha ricevuto il Leone d ‘oro alla carriera istituito dalla Biennale di Architettura di Venezia, racconta in sintesi il suo approccio alla progettazione.
Una visione della modernità focalizzata sulle relazioni tra le persone e lo spazio , tra le trasformazioni e l’ambiente. « Bisogna prendere sul serio ogni contesto, qualunque esso sia; dare per scontato che contenga qualche elemento utile per comprendere la nostra condizione, che abbia sempre qualcosa da darci e che, di rimando, il progetto debba migliorarlo trasformandolo». Nulla è escluso nell’apparente deregulation urbanistica, nella congestione, nella confusione che Koolhaas ama tanto perché in tutto questo c’è un senso e nel cambiamento di un valore.